IL PARLAMENTO E LA CRISI ECONOMICA: VERSO UNA POSSIBILE VIA D'USCITA?




Davanti alla crisi economica che dal 2008 ha sconvolto soprattutto le economie dei paesi occidentali e ha condotto alla crisi dei debiti di alcuni paesi europei, il Parlamento Europeo ha creato nell’ottobre 2009 un’apposita Commissione, la Commissione speciale sulla crisi finanziaria, economica e sociale (CRIS) attiva fino al 2011. I suoi obiettivi sono stati quelli di analizzare ogni componente della crisi, nei suoi aspetti finanziari, economici e sociali, e valutarne l’impatto sull’UE, sugli Stati mebri e sulle istituzioni finanziarie internazionali. La Commissione ha valutato anche l’attuale stato della legislazione comunitaria, le misure prese dagli Stati e le forme di coordinamento messe in atto da questi ultimi, per sostenere la ripresa, la crescita e gli investimenti, e lottare contro la piaga della disoccupazione.

Per raggiungere tali obiettivi, la Commissione ha stabilito i contatti necessari e organizzato audizioni con le istituzioni dell'Unione europea, le istituzioni nazionali e internazionali, con i parlamenti e i governi nazionali degli Stati membri e di paesi terzi, nonché con rappresentanti della comunità scientifica, delle imprese e della società civile, in stretta cooperazione con le Commissioni permanenti. Ha proposto, inoltre, misure appropriate per ricostruire in maniera efficiente e sana i mercati finanziari e ha fornito una valutazione dell’incidenza di tali misure e dei costi che sono stati sopportati dai cittadini europei a causa dell’inazione in molti settori economici a rischio. Per mezzo di audizioni, incontri e lavori di ricerca, la CRIS ha tentato di stabilire i settori nei quali fosse urgente intervenire e quelli nei quali fosse necessaria un’azione coordinata, ma ha anche cercato di elaborare e proporre azioni politiche concrete.

Il risultato di tale attività è stato pubblicato in un rapporto del luglio 2011, in cui sono analizzati i vari aspetti della crisi.

Le peculiarità individuate dal Parlamento Europeo per l’uscita dalla crisi possono essere riassunte come segue:
- la necessità di introdurre il reddito minimo come strumento comune per contrastare la povertà;
- la volontà di instaurare un dialogo strutturato con le parti sociali a livello europeo nell'ambito della governance economica ed in particolare su salari e produttività;
- la richiesta dell'introduzione di un sistema di tassazione d'impresa per le società che preveda una base imponibile comune consolidata (CCCTB);
- la centralità dell'istruzione e della formazione continua nella creazione di un mercato del lavoro europeo che punti in maniera decisa sulla qualità e sulla conoscenza. In questa fase l’Europa ritiene di doversi assumere anche piena responsabilità in settori delicati ed importanti, anche selezionando, finanziando e seguendo dei progetti, dotandosi di mezzi e risorse economiche.

Il lavoro di tale Commissione è al momento terminato. Il Parlamento tuttavia continua a lavorare attivamente al fine di elaborare misure per contrastare gli effetti della crisi a 360 gradi.




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