LA CITTADINANZA COMPIE VENT'ANNI! SCOPRI COME E' NATA




Il Trattato di Maastricht nacque con l’obiettivo di sostituire alla Comunità europea l’Unione europea, vale a dire un’istituzione sovranazionale non puramente economica, ma che tendesse verso una reale integrazione fra i popoli del continente. In quest’ottica si inserì la previsione dell’introduzione di una cittadinanza europea riconosciuta a tutti i cittadini degli Stati membri dal 1° Novembre 1993.

La cittadinanza euopea consente, tra l’altro, il diritto di voto alle elezioni comunali e europee per i cittadini residenti in un altro Stato e garantisce anche un diritto di assistenza da parte delle rappresentanze estere degli altri paesi.

L’attribuzione della cittadinanza europea deriva dal possesso della cittadinanza di uno Stato membro. È quindi cittadino europeo anche chi possiede già una doppia cittadinanza, purché una delle due sia di un paese europeo.

La cittadinanza europea non si sostituisce a quella nazionale, ma si affianca a essa. Tuttavia, questo nuovo attributo per i cittadini dell’UE non ha intaccato la competenza degli Stati nazionali nel definire i criteri per conferire la cittadinanza. Unica limitazione è che tali criteri siano compatibili con la normativa dell’Unione.

L'idea di riconoscere uno status ai cittadini europei non è nuova. I vertici europei del 1972 e del 1974 misero in moto questo processo, con la proposta (mai realizzata) di un passaporto comune europeo. A tal proposito fu realizzato un gruppo di lavoro, che presentò il Rapporto Tindemans, dal nome del Primo Ministro belga a capo del progetto, primo documento in cui si accennava a un’“Europa dei cittadini”. Solo con il rafforzarsi dell’integrazione europea e con la firma del Trattato di Maastricht si è arrivati all’introduzione dello status di cittadino europeo. Le modifiche introdotte dal Trattato di Lisbona hanno fatto poi confluire la disciplina sulla cittadinanza negli articoli 20-25 del TFUE. Questi elencano i diritti, i doveri e la protezione garantita ai cittadini dell’UE.

A porre l’accento sull’importanza che riveste la cittadinanza per la creazione di una vera società europea, è stato previsto il programma "Europa per i cittadini 2014-2020”, che mira ad avvicinare i cittadini europei all’Unione Europea, proponendosi di colmare la distanza talvolta avvertita tra i primi e le istituzioni europee, incoraggiando tutti i cittadini, le autorità locali, i sindacati, le municipalità e le organizzazioni a svolgere un ruolo attivo nello sviluppo dell'Unione.

Coerentemente a tale scopo principale, il Programma supporta economicamente organizzazioni attive nei settori ad esso attinenti e co-finanzia progetti volti al raggiungimento dei suoi obiettivi generali e specifici, di seguito illustrati. Introducendo debite modifiche e innovazioni,  esso si pone a proseguimento del Programma “Europa per i Cittadini 2007-2013”, rivelatosi di estremo successo a livello europeo e in particolare nazionale.
L’Italia, ad esempio, rappresenta finora una delle nazioni europee con il più alto numero di progetti presentati e selezionati.

Inoltre, bisogna notare che il Programma per il periodo 2014-2020 non solo prevede un ulteriore rafforzamento della dimensione partecipativa della cittadinanza, ma al contempo anche del suo significato di “memoria storica”. Infatti essere cittadini dell'UE non comporta esclusivamente avere a disposizione degli strumenti per partecipare attivamente alla vita civica all'interno dell'Europa, ma soprattutto vuol dire conoscere il nostro patrimonio culturale, le nostre tradizioni e la nostra storia.

Più nello specifico, il Programma risulta articolato in due filoni o “Strand” (“Memoria Europea Attiva”, “Impegno democratico e partecipazione civica”) e in uno “Strand” trasversale (“Azione orizzontale di valorizzazione”) volto a valorizzare i risultati dei progetti selezionati e ad incrementare l’impatto e l’efficacia del Programma.

La Commissione è stata anche impegnata per tutto l’anno 2013 nel programma “Diritti fondamentali e cittadinanza”, che promuove i diritti dei cittadini dell'UE. I suoi obiettivi sono il miglioramento della tutela dell’infanzia; la lotta al razzismo, la xenofobia, l’omofobia; la protezione dei dati personali e la privacy.

Il programma, per il periodo 2014-2020 è stato accorpato, assieme ad altri esistenti, nel nuovo “Diritti e Cittadinanza”, che si propone di contribuire a rendere i diritti e le libertà delle persone effettive nella pratica, facendoli conoscere meglio e applicandoli in modo più coerente in tutta l'UE, con particolare riguardo ai fanciulli e alla lotta per le pari opportunità. La nuova dotazione finanziaria a disposizione è di 387 milioni di euro.

La Commissione rimane responsabile della gestione di questi programmi, attraverso le Agenzie esecutive, che provvederanno alla loro messa in opera, gli Stati membri e i Punti di Contatto Nazionali (PCN), strutture informative create appositamente per diffondere tutte le informazioni necessarie in ogni Stato membro. In Italia, il PCN operante presso il Dipartimento delle politiche europee della Presidenza del Consiglio dei Ministri offre un aiuto ai cittadini per comprendere il sistema delle norme comunitarie e i vantaggi che da questo si possono trarre.




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