OBIETTIVI 2020: COME L'INNOVAZIONE PUO' PORTARE AD UN'EUROPA PIU' SOSTENIBILE?




I cittadini dell'Unione europea, scegliendo in buona parte di vivere in un'area urbana, acquistano un ruolo centrale nel creare le condizioni per una vita di città che sia più sostenibile, nell'ambito degli impegni presi dalla Commissione europea con il programma Europa 2020. Pur non costituendo la politica urbana una competenza attribuita direttamente all'Unione Europea, circa tre quarti della legislazione del Parlamento e del Consiglio hanno un diretto impatto sui centri urbani e sulle grandi città dell'UE.

Se da un lato le aree urbane generano l'85% del Prodotto Interno Lordo, dall'altro rappresentano il 75% dell'intero dispendio energetico dell'UE e il 75% delle emissioni di CO2 da parte dell'Europa. Le città si trovano spesso a doversi confrontare non solo con fenomeni come l'inquinamento e la congestione urbana, ma anche ad affrontare nuove sfide sociali: in particolare, oltre al declino demografico, devono far fronte ad una crescente domanda di benessere da parte dei propri cittadini.

Al fine di migliorare la qualità di vita dei cittadini europei, la Commissione, riconoscendo anche il ruolo centrale dell'Europa metropolitana negli sforzi intrapresi per uscire dalla crisi, ha individuato una nuova strategia che, attraverso l'impiego della tecnologia, punta a rendere le nostre città più vivibili e più efficienti. Il partenariato per l'innovazione “Città e comunità intelligenti”, che si inserisce nel contesto dell'Agenda Digitale per l'Europa 2020, prevede che le amministrazioni urbane sviluppino soluzioni innovative e green, in tre settori:

- trasporti

- energia

- tecnologie dell'informazione e della comunicazione (ICT)

in modo tale da ridurre le emissioni di CO2 e rispettare i parametri stabiliti per il 2020, ma, al tempo stesso, creare nuovi posti di lavoro e migliorare la vita urbana dei cittadini, incentivandone l'inclusione.

Anziché concentrarsi su uno solo di essi, l'iniziativa si propone di agire congiuntamente in questi tre settori, sfruttandone al massimo le sinergie. In primo luogo, perché è essenziale per gli individui che le proprie libertà di circolazione, anche quando coinvolgano i loro beni, possano essere esercitate senza incontrare ostacoli e in maniera sicura. In secondo luogo, perché migliorare l'efficienza energetica delle costruzioni e dei processi di produzione all'interno delle imprese può offrire notevoli vantaggi finanziari, in termini di risparmio su costi che, altrimenti, si dovrebbero sostenere. Infine, perché la diffusione di internet ad alta velocità e della banda larga, così come la fornitura di alcuni servizi per il cittadino attraverso l'impiego della tecnologia digitale, possono aprire spazi per nuove opportunità di crescita a completamento e sostegno delle azioni negli altri due settori. Il Partenariato, inoltre, non comporta imposizioni per le amministrazioni cittadine, ma incoraggia quest'ultime a intraprendere strategie diversificate a seconda delle loro diverse esigenze e del diverso stato di partenza: in questo modo, ad esempio, Berlino non potrà seguire la medesima strategia di Barcellona e quest'ultima partirà da condizioni di partenza completamente differenti rispetto a quelle di Bucarest.

Disseminare innovazione nelle città europee vuol dire, innanzitutto, consentire ai protagonisti della scena locale (cittadini, governo locale e, soprattutto, piccole e medie imprese) di imparare gli uni dagli altri, in modo che il successo di uno inneschi un effetto domino e un processo di emulazione da parte dell'altro. Per ottenere questo risultato, i progetti che vengono intrapresi dalle singole realtà urbane devono essere sufficientemente flessibili e trovare l'adeguato supporto finanziario. A questo fine, è indispensabile che anche la politica di coesione condotta a livello europeo tenga conto della dimensione urbana dell'UE.

Per decadi, l'Unione Europea, nel perseguimento delle proprie politiche in materia di ambiente, trasporti e coesione, si è focalizzata sulla realtà delle aree rurali, a scapito di quelle cittadine, le cui specificità non sono state tenute adeguatamente in considerazione nell'individuazione dei singoli obiettivi a livello di politiche. Per questo motivo, per il prossimo periodo di programmazione la Commissione ha previsto il ricorso al Fondo Europeo di Sviluppo Regionale per investire in ricerca e innovazione al fine di promuovere la specializzazione strategica delle singole aree, utilizzando in maniera più mirata le risorse del fondo e, al contempo, tenendo conto di quanto la competitività delle aree urbana faccia bene alla crescita economica. In questo contesto, l'Unione Europea incoraggia anche forme di partenariato pubblico-privato per irrobustire le singole azioni che verranno messe in campo.

L'innovazione tecnologica, alla base del nuovo concetto di “città intelligenti”, non solo acquista importanza al fine di creare occupazione e nuovi potenziali settori di sviluppo, ma è anche funzionale al miglioramento del tenore di vita dei cittadini. A questo proposito, si può citare il lavoro della Commissione volto ad inserire nelle automobili vendute sul territorio europeo un dispositivo telematico, chiamato e-call, che consenta ai conducenti dei veicoli di ottenere una pronta assistenza in caso di incidenti stradale, ovunque essi abbiano luogo all'interno dell'Unione Europea entro il 31 marzo 2018. Il dispositivo chiama automaticamente il centro più vicino per le emergenze, sfruttando le tecniche di geolocalizzazione. Qualora il passeggero sia gravemente ferito e non sia in grado di comunicare, il dispositivo trasmetterà un minimo “pacchetto” di dati del conducente (che non possono essere tracciati al di fuori dei casi di emergenza) tra i quali l'esatta localizzazione del sito in cui si trova il veicolo. In tal modo, i servizi d'emergenza possono individuare in maniera nettamente più tempestiva dove si trovi il ferito per prestargli immediatamente soccorso. Inoltre, la possibilità che il dispositivo e-call possa essere attivato, anche manualmente, dal conducente consentirebbe a chi si imbatte in un incidente di segnalarlo a sua volta.
Tuttavia, la tecnologia da sola non è sufficiente a garantire il successo che auspica la Commissione per il Partenariato sull'Innovazione. Concepire uno spazio urbano più intelligente non può non coinvolgere, innanzitutto, gli stessi cittadini e le loro scelte.

In primo luogo, i piani dell'Agenda Digitale per l'Europa 2020 consentiranno, attraverso il potenziamento degli strumenti telematici, di creare le premesse per sviluppare la partecipazione tramite internet e per garantire un'amministrazione locale che, tramite anche la sua presenza on-line, sia più trasparente.
In secondo luogo, risparmiare energia, ridurre l'inquinamento e gli sprechi, proteggere il paesaggio e creare condizioni di vita migliori sono interessi primari di ciascuna città e, in concreto, dei suoi abitanti, che ne sopportano i costi. Sotto questo aspetto, sono il dinamismo e la creatività dei cittadini le prime qualità a trovare valorizzazione e ad essere incoraggiate nell'ambito del Partenariato per l'innovazione, al fine di fornire nuove soluzioni per una crescita europea che sia sostenibile e che si coniughi con il benessere della sua popolazione.

Europa 2020

L’Unione Europea è impegnata nella ricerca e nello sfruttamento di fonti di energia rinnovabili, che attenuino la dipendenza dell’Europa dai colossi energetici esteri e ne favoriscano la crescita.

In Europa, lo sviluppo di fonti di energia alternative e rinnovabili è stato reso più celere tramite iniziative e specifiche strategie comunitarie della Commissione europea, che si prefiggono di raggiungere degli obiettivi entro il 2020.

I target da raggiungere sono:

- ridurre del 20% il consumo energetico previsto;

- aumentare al 20% la quota delle energie rinnovabili nel consumo energetico totale;

- aumentare di almeno il 10% la quota dei biocarburanti nel consumo totale di benzina e diesel;

- ridurre di almeno il 20% entro il 2020 le emissioni di gas a effetto serra;

- intensificare la collaborazione a livello internazionale su questi temi.

Agenda digitale per l'Europa 2020

È una delle sette iniziative proposte dalla Commissione Europea nell'ambito della strategia Europa 2020. Tale agenda digitale propone di sfruttare al meglio il potenziale tecnologico, sviluppando un mercato unico digitale per favorire l’innovazione e la crescita economica in maniera sostenibile e inclusiva.

La Commissione si impegna a:

- aprire l’accesso ai contenuti online legali, semplificando le procedura in materia di diritti d'autore e rilascio delle licenze;

- completare l’area di pagamento unica in euro;

- creare un marchio di fiducia UE per tutelare online i consumatori;

- unificare i servizi di telecomunicazione;

- riesaminare la propria politica in materia di fissazione di standard comuni e proprietà intellettuale;

- consolidare la sicurezza online con azioni dirette contro i criminali informatici;

- promuovere Internet a banda larga e favorirne l'utilizzo da parte di tutti;

- investire nella ricerca e nell’innovazione.

Un gruppo di commissari coordinerà le diverse azioni, coinvolgendo gli Stati membri e il Parlamento Europeo. Annualmente viene pubblicato un quadro di valutazione, in cui si rende conto dei progressi compiuti nell’ambito dell’agenda.




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