LIBERTA'




La libera circolazione 

I Trattati delle Comunità europee del 1957 prevedevano la graduale soppressione di tutti gli ostacoli alla circolazione dei lavoratori, vietando la discriminazione in ambito lavorativo fondata sulla nazionalità. 

L’evoluzione del diritto comunitario, avvenuta tramite le sentenze della Corte di giustizia e i successivi accordi tra gli Stati membri, ha modificato il contenuto delle disposizioni in materia di circolazione delle persone a livello europeo, garantendo ai cittadini europei la possibilità spostarsi tra i vari paesi dell'UE e di risiedere in uno qualsiasi di essi senza discriminazione e per qualunque motivo, sia esso viaggio, lavoro o studio.

L'unico requisito richiesto per godere della libera circolazione è il possesso della cittadinanza europea.  

Sono tuttavia previste delle clausole di salvaguardia applicate dagli Stati, che consistono nel limitare il diritto di circolazione e soggiorno per motivi di ordine pubblico, pubblica sicurezza e salute pubblica.

Il diritto di stabilimento

Il diritto di stabilimento consente che la creazione e/o lo svolgimento di attività economiche da parte di cittadini privati o imprese possa essere attuata all'interno di uno Stato membro senza restrizioni e senza discriminazioni. 

È prevista la regola del trattamento nazionale, vale a dire l’assimilazione dello straniero comunitario al cittadino nazionale.

Il diritto di stabilimento può riguardare lo spostamento del centro principale dell’attività del cittadino europeo, ma anche la creazione di filiali, succursali e agenzie.

La prestazione di servizi

La normativa comunitaria consente la prestazione di servizi in qualunque Stato membro alle stesse condizioni imposte dallo Stato ospitante ai propri cittadini, senza restrizioni o discriminazioni. 

Concretamente, la prestazione dei servizi può avvenire in quattro modi. Vi può essere il trasferimento del prestatore del servizio nello Stato in cui eserciterà (come nel caso del professore chiamato a fare lezione in un ateneo straniero). Al contrario, può essere il destinatario a recarsi nello Stato dove ha sede il prestatore (il paziente che va a farsi curare all’estero). Può darsi il caso che sia solamente il servizio a spostarsi (come i servizi bancari, finanziari o postali). Infine, sia il prestatore che il destinatario possono esercitare in uno Stato differente dal proprio (come le guide che accompagnano turisti dello stesso Stato all’estero).

Possono essere introdotte delle limitazioni alla libera prestazione dei servizi per motivi di ordine pubblico, salute pubblica, ma anche tutela dei consumatori, protezione dei lavoratori, lotta contro la criminalità e la frode.




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