PRENDERE L'INIZIATIVA




Conosci le Iniziative dei Cittadini Europei?

Dal 1 Aprile 2012 è attiva la possibilità per i cittadini europei di presentare le loro iniziative, come previsto dall'art. 11 del TUE. Questo strumento di democrazia partecipativa permette a un milione di cittadini europei di domandare alla Commissione la presentazione di una proposta di atto legislativo nel quadro delle competenze che i Trattati attribuiscono all'UE.

Quella introdotta dal Trattato di Lisbona è un'innovazione di grande portata, dal momento che non tutti gli Stati membri consentono ai propri cittadini di presentare una proposta di legge davanti ai Parlamenti nazionali, sulla base di un diritto di iniziativa loro attribuito dalla Costituzione.

Tuttavia, tra il diritto di iniziativa riconosciuto a livello nazionale e quello che spetta ai cittadini dell'UE esiste una differenza principale. Mentre il primo è un diritto esercitato direttamente dai propri titolari, senza alcuna interposizione tra essi e il Parlamento, a livello europeo è la Commissione a presentare concretamente la proposta di legge sulla base di una richiesta in tal senso da parte dei cittadini. Di conseguenza, quest'ultimi non hanno alcuna garanzia certa che la Commissione dia seguito alla loro domanda e che, dunque, il legislatore europeo (Parlamento e Consiglio) si trovi a esaminare nel concreto le loro richieste.

La ragione di questa differente impostazione è riconducibile alla particolarità del sistema istituzionale dell'Unione europea. All'interno di questo, è la Commissione la titolare quasi esclusiva del diritto di iniziativa legislativa, fatta eccezione per le materie della PESC - che spettano agli Stati membri e all'Alto Rappresentante - e a quelle che attengono alla giustizia e agli affari interni, per le quali il diritto di iniziativa è da essa condiviso con un quarto degli Stati membri.

Pertanto, la Commissione è libera rifiutare eventuali domande presentate dai cittadini, motivando la propria decisione al legislatore europeo. 

L'iniziativa dei cittadini europei (ICE) non è stata concepita, al momento della sua introduzione, come uno strumento direttamente azionabile, ma dall'entrata in vigore del Trattato di Lisbona si è dovuta attendere l'adozione da parte di Parlamento e Consiglio di un regolamento di applicazione che ne stabilisse le condizioni e le procedure da seguire. Tale regolamento è stato adottato il 14 febbraio 2011 ed è entrato in vigore l'anno successivo, il primo giorno di aprile.

Il regolamento, che riprende in gran parte quanto indicato da una precedente proposta della Commissione europea, stabilisce nuovi compiti amministrativi per quest'ultima e apre per il Parlamento europeo nuovi margini di intervento nel corso della procedura.

Chi propone concretamente l'iniziativa?

Deve essere istituito un Comitato promotore dell'iniziativa, composto da almeno 7 cittadini residenti in 7 diversi Stati membri, affinché la proposta sia oggetto di dibattito transnazionale e venga designata una persona di riferimento per i contatti con le Istituzioni europee prima della raccolta delle firme. Per partecipare a un'ICE bisogna aver compiuto 18 anni, come per la partecipazione alle elezioni europee.

Chi prende atto della sua proposizione e la valuta?

L'iniziativa deve essere registrata da parte della Commissione, sulla base delle informazioni che ad essa sono state trasmesse dal Comitato, comprese quelle sul suo finanziamento. La registrazione può essere rifiutata se l'iniziativa non rientra manifestamente nelle competenze dell'UE, oppure è manifestamente abusiva, frivola o vessatoria, o ancora manifestamente contraria ai valori dell'Unione. Il ripetersi dell'aggettivo “manifestamente” è volto ad evitare che la Commissione decida istantaneamente di rifiutare la registrazione di alcune iniziative per il fatto di dubitare sul loro ancoraggio ai Trattati o alla Carta dei diritti fondamentali.

Questa valutazione nel merito le compete soltanto al momento del vaglio dell'ammissibilità giuridica dell'iniziativa, che è successiva alla raccolta delle firme. A quel punto, un suo eventuale rigetto motivato permetterà al Comitato promotore di esperire eventualmente un ricorso contro la decisione davanti alla Corte di Giustizia dell'UE o al mediatore europeo.

Quanti Stati devono partecipare? C'è un numero minimo di firme per Stato?

Devono partecipare almeno un quarto degli Stati (quindi attualmente 7 Stati), affinché l'iniziativa proposta possa essere considerata. Inoltre, per calcolare il numero minimo di firme che devono essere raccolte da ciascuno Stato basta moltiplicare il numero dei seggi che spettano agli eurodeputati del Paese considerato per 750.

Di conseguenza, per fare l'esempio dell'Italia:

Si considera il numero di seggi al Parlamento europeo: 73. Quindi il numero di firme necessario sarà pari a: 73 x 750 = 54750

In che cosa consiste la raccolta di firme?

Le firme dei cittadini e le dichiarazioni di sostegno dovranno essere raccolte attraverso la predisposizione di un modulo comune, su supporto cartaceo o elettronicamente, attraverso un registro online messo a disposizione dalla stessa Commissione. Il tempo previsto per la raccolta è di 12 mesi dalla data di registrazione dell'iniziativa.
Le firme dovranno contenere i dati personali che i singoli Stati membri richiedono per verificare la loro autenticità. La Commissione, per evitare che si ponessero problemi per l'eventuale duplicazione delle firme, aveva proposto di imporre anche l'inserimento, tra i dati richiesti, degli estremi dei documenti d'identità o del passaporto. Tuttavia, la proposta, fortemente criticata dalle organizzazioni della società civile, è stata bocciata dal Parlamento europeo, in quanto sarebbe risultata difficile da rispettare in quegli Stati membri che non impongono ai propri cittadini di avere sempre con loro il documento di identità.

Quanto tempo ha la Commissione per decidere sulla proposta dei cittadini?

Il legislatore europeo (Parlamento e Consiglio) ha deciso che la Commissione ha tempo 3 mesi per pronunciarsi sulla richiesta dei cittadini e decidere se presentare o meno una formale proposta di legge.

Il Parlamento europeo ha però ottenuto che il Comitato promotore possa presentare l'iniziativa in un'udienza pubblica cui sia la Commissione che lo stesso Parlamento prendono parte congiuntamente. Tale udienza è volta a dare un significato transnazionale al dibattito, ma anche a esercitare una qualche forma di pressione politica sulla Commissione affinché possa pronunciarsi positivamente sull'iniziativa dei cittadini.

Sulla base di quali criteri un'iniziativa viene presa in considerazione?

A tal fine bisogna distinguere tra l'ammissibilità giuridica di un'iniziativa e il riscontro a livello politico che la proposta dei cittadini ottiene dalla Commissione.

Per dare un'idea concreta delle valutazioni che la Commissione compie a questo riguardo, è più facile prendere in considerazione degli esempi.

Sono certamente ammissibili le iniziative volte a ottenere la presentazione di una proposta di legge che disciplini il diritto all'informazione oppure quella di istituire una forma di ricorso collettivo per i consumatori europei, o ancora di regolamentare i prodotti geneticamente modificati e di creare un servizio civile europeo.

Altre iniziative potenzialmente ammissibili sono la proposta di elaborare un piano di sviluppo sostenibile per la crescita e l'occupazione all'interno dell'Unione o quella per la creazione di nuove risorse a disposizione del bilancio europeo, quali l'imposizione di una tassa sulle transazioni finanziarie o sulle emissioni di anidride carbonica.

Sull'altro versante, invece, sono certamente inammissibili le iniziative volte a fissare una sede unica per le Istituzioni europee o ad armonizzare i sistemi nazionali di insegnamento (armonizzazione che è impedita dai Trattati), oppure finalizzate ad ottenere la chiusura delle centrali nucleari o a impedire la costruzione di minareti in Europa.

La Commissione nel valutare l'ammissibilità giuridica delle iniziative tiene, quindi, in debita considerazione la loro compatibilità con i valori e i diritti consacrati all'interno dei Trattati. Tuttavia, quand'anche questa compatibilità non possa essere esclusa, la Commissione non è giuridicamente obbligata a dare risposta positiva alle richieste dei cittadini. Essa deve valutare l'interesse europeo sottostante alla proposta presentata, consultando le parti interessate, analizzandone l'impatto economico, ambientale e sociale, avendo riguardo al principio di sussidiarietà e al rispetto della Carta dei diritti fondamentali. Fino ad ora, la Commissione ha dato seguito a circa il 95% delle iniziative presentate, quindi si può dire che la probabilità che quest'ultima respinga le questioni poste alla sua attenzione da parte dei cittadini sia davvero esigua.

Si possono modificare i Trattati con un'iniziativa dei cittadini?

Il Parlamento europeo e la maggior parte delle organizzazioni della società civile ritengono che l'iniziativa possa essere utilizzata al fine di veicolare una modifica dei Trattati. Tuttavia, a questa conclusione si oppongono gli Stati membri che ritengono che l'art. 11 del TUE si riferisca alla proposta di atti giuridici volti a dare applicazione ai Trattati piuttosto che a modificarli. Come abbiamo appena detto in risposta alla domanda precedente, ci si può chiedere se istituire un nuovo strumento finanziario per alimentare il bilancio dell'UE non comporti introdurre una modifica, quanto meno indiretta, all'assetto così com'è cristallizzato dai Trattati.

Ad ogni modo, questa divergenza di interpretazioni rappresenta un falso problema, dal momento che il Parlamento europeo, che dispone dell'analogo potere della Commissione di proporre modifiche dei Trattati, può eventualmente ancora muoversi in tal senso, anche laddove l'iniziativa dei cittadini non abbia trovato seguito.

A che punto sono le iniziative presentate dai cittadini?

Iniziative accettate

Iniziative rifiutate

- La prima iniziativa registrata dalla Commissione il 9 maggio 2012 prende il nome di Fraternity 2020 ed è volta a rafforzare i programmi di scambio dei giovani all'interno dell'UE

- l'iniziativa per riconoscere l'acqua come bene comune accessibile a tutto il mondo e, in quanto tale, non sottoponibile alle regole di mercato

- l'iniziativa per salvaguardare il pluralismo dei media, ovvero per predisporre regole comuni che disciplinino la proprietà e la trasparenza dei mezzi di comunicazione e l'indipendenza degli organi di controllo

- l'iniziativa per estendere i diritti di voto dei cittadini europei nel loro Paese di residenza (alle stesse condizioni dei cittadini di nazionalità di quel Paese)

- l'iniziativa per la soppressione delle tariffe speciali per le comunicazioni internazionali via GSM (il cd. Roaming)

- l'iniziativa per incoraggiare la cooperazione tra Stati membri al fine di utilizzare il reddito minimo come strumento per migliorare il sistema di sicurezza sociale, dove presente (in Italia non c'è)

- l'iniziativa per la creazione di una piattaforma informatica per registrare le iniziative e raccogliere le firme

- L'iniziativa sul diritto di autodeterminazione e riconoscimento della sovranità dei cittadini in caso di secessione all'interno di uno Stato membro

- l'iniziativa di chiudere le centrali nucleari, in quanto contraria alle disposizioni del Trattato Euratom

- l'abolizione della Corrida e il divieto di utilizzare gli animali a fini di spettacolarizzazione e sottoponendoli a metodi crudeli

- la creazione di una Banca Pubblica Europea che abbia delle finalità sociali

- l'iniziativa volta a tradurre l'inno europeo in esperanto

- l'iniziativa volta a introdurre una forma di reddito minimo europeo

Nel suo programma di lavoro annuale per il 2017, adottato il 25 ottobre 2016, la Commissione ha annunciato che presenterà una proposta legislativa sui requisiti minimi di qualità per le acque riutilizzate e una revisione della direttiva sull'acqua potabile a seguito dell'iniziativa dei cittadini "Right2Water".

Sul sito della Commissione è possibile trovare una guida pratica sulle ICE in tutti le lingue ufficiali dell'Unione Europea. Per comprenderne meglio il funzionamento, vai all'indirizzo:

http://ec.europa.eu/citizens-initiative/public/welcome?lg=it

 

 




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