SCOPRI COME RIVOLGERE UNA PETIZIONE




È stato il Trattato di Maastricht ad introdurre il diritto di rivolgere una petizione al Parlamento europeo, per denunciare una situazione o richiedere una sua pronuncia in relazione ad una questione che ricade nell'ambito delle competenze che i Trattati attribuiscono all'UE. Tale diritto è disciplinato dall'art. 227 del TFUE e dalla Carta dei diritti fondamentali dell'Unione europea all'art. 44.

Le petizioni sono uno strumento democratico fondamentale in quanto consentono al Parlamento un controllo reale sulle tematiche che stanno a cuore ai cittadini e di intervenire direttamente per promuovere e tutelare i loro diritti. Esse rappresentano un mezzo semplice per esporre alcune lagnanze o per auspicare l'avvio del procedimento legislativo con riferimento ad una determinata tematica.

Esiste un'apposita Commissione per le petizioni all'interno del Parlamento, che decide se quest'ultime sono ricevibili ed è incaricata del loro trattamento in collaborazione con la Commissione europea, alla quale viene chiesto di condurre accertamenti o di esprimere un parere. I membri della commissione parlamentare analizzano i contenuti delle richieste pervenute dai cittadini e intraprendono diverse azioni, che possono prevedere l'elaborazione di relazioni d'iniziativa, l'organizzazione di visite formative, la consultazione delle amministrazioni nazionali o, infine, l'instaurazione di un dibattito con le stesse commissioni parlamentari e con altre istituzioni dell'UE.

Chi è titolare del diritto di petizione?

Il diritto di petizione non solo è accessibile a tutti i cittadini dell'Unione, ma anche ad ogni persona fisica o giuridica che abbia la propria residenza o la propria sede in uno Stato membro, a titolo individuale o associativo.

Come si può rivolgere concretamente una petizione?

Le petizioni possono essere inoltrare via posta oppure via mail attraverso un modulo elettronico che è disponibile sul sito del Parlamento europeo. Nel 2009 circa il 62% delle petizioni è stato inviato via mail. Il modulo elettronico è molto facile da usare e richiede soltanto l'indicazione dei propri dati personali di base, come il nome completo, l'indirizzo di residenza e il proprio indirizzo di posta elettronica. Non ci sono altri database a cui accedere e che siano disponibili sul sito oltre in aggiunta alla compilazione del formulario.

La petizione può contenere una richiesta personale, un reclamo o un'osservazione riguardo all'applicazione della normativa comunitaria o invitare il Parlamento europeo a pronunciarsi su una determinata questione. Queste petizioni offrono al Parlamento europeo la possibilità di richiamare l'attenzione su eventuali violazioni dei diritti dei cittadini europei da parte di uno Stato membro, di autorità locali o di un'istituzione.

Che cosa determina la ricevibilità di una petizione?

Ci sono dei requisiti di ricevibilità da rispettare sotto il profilo formale e sostanziale. Per quanto attiene alla forma, le petizioni devono recare nome, nazionalità e domicilio di ciascun firmatario e devono essere redatte in una delle lingue ufficiali dell'Unione.

Per quanto riguarda il contenuto, la questione oggetto della petizione, non solo deve ricadere nell'ambito di competenza dell'Unione, ma deve interessare in maniera diretta i propri autori. Benché sia interpretata in maniera molto estensiva, quest'ultima condizione non può essere trascurata nella valutazione da parte della commissione per le petizioni. L'eventuale dichiarazione di irricevibilità dev'essere accompagnata da un'adeguata motivazione e dall'invito a rivolgersi ad una diversa autorità internazionale o nazionale. In gran parte dei casi riscontrati, l'irricevibilità discende da una scorretta individuazione delle competenze. I cittadini spesso fanno confusione non solo tra le competenze europee e quelle degli Stati membri, ma anche tra quelle dell'UE e quelle del Consiglio Europeo o della Corte europea dei diritti dell'uomo.

Quali azioni può intraprendere la Commissione per le petizioni?

La Commissione per le petizioni, dopo aver appurato la ricevibilità della petizione, può rivolgersi alla Commissione europea per la richiesta di un parere oppure alle altre commissioni parlamentari, quando la petizione è volta a modificare delle disposizioni legislative in vigore.

Può, inoltre, dar luogo a delle udienze al fine di reperire le informazioni che le servono oppure incaricare alcuni dei suoi membri di accertare i fatti sul posto, tramite una fact-finding mission.
Successivamente, la petizione viene iscritta all'ordine del giorno al fine di essere discussa durante una riunione ufficiale della Commissione per le petizioni.

I firmatari delle petizioni assistono alle riunioni della Commissione per le petizioni?

La presenza dei firmatari alle riunioni della Commissione per le petizioni non è obbligatoria, ma certamente contribuisce a rendere più dinamica la discussione. Ugualmente, è ben accetta la partecipazione da parte delle cariche pubbliche dello Stato o di altri soggetti interessati. Quella per le petizioni, è l'unica commissione parlamentare ad offrire sistematicamente uno spazio per permettere ai cittadini di illustrare le proprie perplessità e di argomentare le proprie ragioni direttamente agli eurodeputati e nella massima trasparenza.

Come funzionano le missioni sul posto?

Le missioni che i membri della Commissione per le petizioni effettuano per reperire le informazioni necessarie direttamente sul posto interessato dalla petizione che, nel frattempo, viene discussa, si tengono fino a quattro volte l'anno e sono uno strumento essenziale per svolgere i lavori. Le visite richiedono molto tempo di preparazione ma tendenzialmente sono brevi, prevedono l'incontro con i firmatari e le autorità locali e sono seguite da ulteriori discussioni durante le riunioni della Commissione per le petizioni.

Qual è il ruolo della Commissione europea?

La Commissione europea è chiamata a dare un parere, successivamente alla dichiarazione di ricevibilità della petizione. Un suo rappresentante è, inoltre, chiamato a partecipare alla riunione in cui la petizione in questione è inserita all'ordine del giorno, durante la quale prende posizione oralmente e illustra per iscritto la risposta alle questioni che sono state poste all'attenzione del Parlamento europeo da parte dei cittadini.

Se la petizione attiene a una questione generale, qualora siano integrati gli estremi previsti dai Trattati, ad esempio in caso di una violazione grave e persistente della normativa UE, la Commissione ha titolo per attivare una procedura d'infrazione e per far ottenere, in questo modo, al cittadino di avvalersi dell'intervento della Corte di Giustizia dell'UE come rimedio.

Se la petizione attiene a una situazione individuale e particolare, la Commissione europea ha l'autorità per mettersi in contatto con gli Stati membri, intervenendo tramite le rappresentanze permanenti presenti nei singoli Paesi considerati, per risolvere la situazione. Alternativamente, è il Presidente del Parlamento europeo che può attivarsi in tal senso.

Una petizione fa in modo che il Parlamento o la Commissione prendano l'iniziativa?

È opportuno distinguere tra iniziativa legislativa e iniziativa politica. L'iniziativa legislativa è quasi sempre monopolio della Commissione ed è tramite lo strumento dell'iniziativa dei cittadini europei e non tramite il proprio diritto di petizione che i cittadini possono cercare di far attivare la Commissione europea affinché presenti una loro proposta. Tuttavia, le petizioni possono dar luogo a iniziative di natura politica da parte di quest'ultima o del Parlamento, senza tuttavia che sussista per essi un obbligo in tal senso.

In quali Stati membri si registra un alto numero di petizioni?

In termini di nazionalità nel 2013, i tedeschi restano i firmatari più attivi, seguiti dagli spagnoli e dagli italiani. I firmatari rumeni, britannici e francesi occupano le posizioni successive. Negli ultimi posti si trovano i cittadini estoni e lussemburghesi, che complessivamente hanno inviato solo otto petizioni nel 2014, secondo i dati della relazione sulle petizioni del 10 dicembre 2015.

Quali sono gli ambiti più toccati dalle petizioni?

Nell'ordine: ambiente, diritti fondamentali, disabilità, benessere degli animali e mercato interno.

Volendo esemplificare uno di questi ambiti, in materia di ambiente, si possono citare la petizione rivolta al Parlamento europeo dai residenti della Val di Susa, mediante la quale questi ultimi hanno espresso la propria preoccupazione per le possibili ripercussioni che la realizzazione della linea ferroviaria ad alta velocità Lione-Torino può avere sull'ambiente e sulla loro salute. In seguito ad una missione sul posto, la Commissione per le petizioni ha sollecitato l'elaborazione di valutazioni di impatto ambientale più dettagliate. 

Nel 2012, è stata inviata una delegazione per due giorni in Campania e Lazio per verificare com’era gestita la questione dei rifiuti e, per il 2013, la commissione parlamentare ha deciso di inviare i propri membri in Galizia, Spagna, per valutare quanto fossero inquinate le acque dei fiumi della regione.




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