IL TRATTATO DI AMSTERDAM




Il Trattato di Maastricht recava esso stesso nelle sue disposizioni finali (titolo VI) la previsione della convocazione di una conferenza intergovernativa con lo scopo di aggiornare e migliorare i trattati in vista delle sfide del nuovo millennio e dell'introduzione dell'euro. Un avanzamento nel processo di integrazione europea era inoltre imposto dall’elevato numero di Stati ormai parte dell’Unione, che ammontavano a quindici dopo l’ingresso nel 1993 di Austria, Svezia e Finlandia.

Il risultato di tali esigenze si tradusse nel Trattato di Amsterdam, firmato il 2 ottobre 1997 ed è entrato in vigore il 1 maggio 1999. Il Trattato di Amsterdam introduce dei progressi nel campo dei diritti dei cittadni, della cooperazione in materia di sicurezza e di giustizia (con l'integrqzine dell'acquis della convenzione di Schengen nelle competenze dell'UE), dela PESC ed il rafforzamento della democrazia. Inoltre, con il Trattato si è proceduto ad un'opera di modifica, rinumerazione e semplificazione delle disposizioni esistenti.

Nell'ambito del il primo pilastro, il Trattato di Amsterdam è intervenuto irrobustendo la procedura di codecisione, rafforzando il ruolo del Parlamento e del Consiglio e dando ulteriore importanza al Presidente della Commissione.

Per quanto concerne il secondo pilastro, vengono meglio definiti gli strumenti a disposizione dei governi, vale a dire le strategie e le azioni comuni. Le decisioni concernenti la PESC continuano ad essere prese all'unanimità, procedura che resta la regola di applicazione generale. Gli Stati membri possono tuttavia ricorrere all'"astensione costruttiva": in altri termini l'astensione di uno Stato membro non impedisce che una decisione venga adottata. Inoltre, il Trattato di Amsterdam prevede l'inclusione delle missioni umanitarie tra le capacità operative dell’Unione e l'attribuzione della funzione di Alto rappresentante per la PESC al Segretario generale del Consiglio.

Le novità di maggior rilievo sono quelle che hanno trasformato la cooperazione in materia di giustizia e affari interni (CGAI) in cooperazione di polizia e giudiziaria in materia penale. Quasi tutti i settori che rientravano nell'ambito del terzo pilastro vengo trasferiti ne primo pilastro, comunitarizzando in questo modo materie in precedenza trattate in ambito esclusivamente intergovernativo (rilascio di visti, asilo, azione comune in materia di immigrazione, cooperazione doganale, cooperazone giudiziaria in materia civile e, più in geenrale, le questioni afferenti alla libera circolazione di persone). 

Infine con il Trattato di Amsterdam viene istituzionalizzato il principio della cooperazione rafforzata, garantendo così agli Stati membri il diritto di perseguire determinate politiche comuni anche in assenza di una volontà comune di tutti i membri. 

 




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