TRATTATO DI NIZZA




Un’ulteriore tematica per la revisione degli assetti istituzionali e normativi precedentemente definiti, che non era stata inclusa formalmente nel Trattato di Amsterdam, concerneva la struttura da dare all’Unione in previsione di un futuro allargamento ai Paesi dell’ex blocco sovietico e del Baltico, poi realizzatasi con l’ingresso di dodici nuovi membri nel 2004: Bulgaria, Polonia, Repubblica Ceca, Romania, Slovacchia, Ungheria, Estonia, Lettonia, Lituania e Slovenia, oltre ai due Paesi mediterranei di Cipro e Malta. Nel 2007 sono poi entrate Bulgaria e Romania, portando il totale dei Paesi europei a 27, e successivamente, il 1 luglio 2013, si è raggiunta la quota di 28 Stati membri con l’ingresso della Croazia.

Questa rapida crescita di Paesi aspiranti candidati fu alla base della conferenza internazionale che si aprì a Bruxelles nel febbraio 2000 e si concluse col Consiglio europeo di Nizza del dicembre dello stesso anno, che portò alla firma del Trattato di Nizza nel 2001. Come miglioramenti vanno segnalati l’esplicita possibilità d’intervento .

Il Trattato di Nizza, firmato nel 2001, costituisce un ulteriore tassello per la revisione degli assetti istituzionali e normativi precedentemente definiti, in previsione della futura annessione all'Unione europea da parte dei Paesi candidati. A tal fine, il Trattato di Nizza apporta alcuni miglioramenti quali ad esempio, la modifica della composizione della Commissione europea, l'ampliamento dei poteri del suo Presidente, e la redifinizione del sistema di voto in seno al Consiglio.




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