L'UNIONE EUROPEA E LA LOTTA AL TERRORISMO




Il terrorismo, di varia matrice, non è un fenomeno nuovo in Europa e rappresenta una minaccia per la sicurezza, per i valori, i diritti e le libertà dell'Unione e dei suoi abitanti.

Numerosi cittadini europei sono stati rapiti o assassinati da gruppi terroristici in tutto il mondo. Nei prossimi anni si dovrà continuare a fare i conti anche con il fenomeno dei jihadisti europei che si recano in teatri di guerra e con la minaccia che rappresentano una volta ritornati.

Dato che tali minacce non si fermano alle frontiere, devono essere affrontate a livello sia nazionale sia comunitario.

Strategia dell'UE

Nel 2005, il Consiglio ha adottato la strategia antiterrorismo dell'UE incentrata su quattro pilastri (prevenzione, protezione, perseguimento e risposta) mirata a combattere il terrorismo su scala mondiale al fine di rendere l'Europa più sicura.

In tutti e 4 i pilastri, la strategia riconosce l'importanza della cooperazione con i paesi terzi e le istituzioni internazionali.

1. Prevenzione

Costituisce priorità dell'UE l’individuare e affrontare preventivamente i fattori che contribuiscono alla radicalizzazione e i processi mediante i quali gli individui vengono reclutati dai gruppi jihadisti. A tal fine, il Consiglio ha adottato una strategia dell'UE volta a combattere la radicalizzazione e il reclutamento nelle file del terrorismo. Alla luce delle nuove tendenze, caratterizzate da fenomeni quali i lupi solitari e i combattenti stranieri, e delle crescenti potenzialità offerte da internet per la mobilitazione e la comunicazione, nel giugno 2014 il Consiglio ha adottato una versione riveduta di tale strategia.

Nel dicembre 2014, i ministri della giustizia e degli affari interni hanno adottato molteplici orientamenti per tale strategia che stabilsice una serie di provvedimenti che l'UE e gli Stati membri devono attuare.

2. Protezione

La protezione dei cittadini e delle infrastrutture rappresenta la seconda priorità della strategia antiterrorismo dell’UE. In quest’ambito ricadono la protezione delle frontiere esterne, il miglioramento della sicurezza dei trasporti, la protezione degli obiettivi strategici e la riduzione della vulnerabilità delle infrastrutture critiche. L’UE ha recentemente predisposto la normativa che disciplina l'utilizzo dei dati del codice di prenotazione (Passenger Name Record - PNR) nel contesto delle attività di contrasto. Più nel dettaglio, il Parlamento europeo e il Consiglio hanno concordato un testo di compromesso nel dicembre 2015. Successivamente, il Consiglio ha adottato la direttiva sul PNR il 21 aprile 2016. Gli Stati membri avranno ora due anni per attuare le disposizioni legislative, regolamentari e amministrative necessarie per conformarsi alla direttiva.

3. Perseguimento

L'UE cerca di ostacolare le capacità di pianificazione e organizzazione dei terroristi. A tal fine di raggiungere tali obiettivi, l’azione dell'UE si è concentrata sui seguenti ambiti: rafforzare le capacità nazionali, migliorare la collaborazione pratica e lo scambio di informazioni tra polizia e autorità giudiziarie (in particolare mediante Europol ed Eurojust), contrastare il finanziamento del terrorismo e privare i terroristi dei mezzi per organizzare attacchi e comunicare.

Nel maggio 2015 il Consiglio e il Parlamento europeo hanno adottato nuove norme per prevenire il riciclaggio di denaro e il finanziamento del terrorismo.

4. Risposta

Il quarto obiettivo della strategia antiterrorismo dell'UE è prepararsi, in uno spirito di solidarietà, a gestire e minimizzare gli effetti degli attacchi terroristici. Ciò si ottiene tramite il miglioramento delle capacità atte ad affrontare le conseguenze di un attacco, garantire il coordinamento della risposta e rispondere alle esigenze delle vittime. Le priorità in questo settore comprendono l'elaborazione di modalità UE di coordinamento per la gestione delle crisi, la revisione del meccanismo di protezione civile, lo sviluppo della valutazione dei rischi o la condivisione di migliori pratiche sull'assistenza alle vittime del terrorismo.

Negli ultimi anni le priorità hanno compreso:

• la definizione, mediante una decisione del Consiglio adottata nel giugno 2014, delle modalità di attuazione della clausola di solidarietà da parte dell'UE

• il riesame dei dispositivi UE di coordinamento nella gestione delle crisi e delle emergenze, sostituiti nel giugno 2013 dai dispositivi integrati dell'UE per la risposta politica alle crisi (IPCR)

• la revisione della normativa dell'UE in materia di protezione civile a fine 2013

Dialogo con i partner internazionali

La strategia antiterrorismo dell'UE ha una vocazione globale, ed è pertanto molto attenta alle dinamiche dei vari attori internazionali.

Negli orientamenti strategici per la giustizia e gli affari interni, adottati a giugno 2014, il Consiglio europeo ha chiesto una politica antiterrorismo efficace, che integri aspetti interni ed esterni. Il 12 febbraio 2015 i capi di Stato e di governo dell'UE hanno sottolineato l'importanza per l'UE di intensificare il dialogo con i paesi terzi sulle questioni relative alla sicurezza e sull'antiterrorismo.

L'agenda antiterrorismo prevede ripercussioni e un particolare modus operandi nelle relazioni tra l'UE e i paesi terzi, mettendo in atto dialoghi politici di alto livello, l'adozione di clausole e accordi di cooperazione o progetti di assistenza specifica e sviluppo di capacità con paesi strategici.

L’UE collabora in materia di antiterrorismo con paesi dei Balcani occidentali, del Sahel, dell'Africa settentrionale, del Medio Oriente, del Corno d’Africa, dell'America del Nord e con paesi asiatici.

Inoltre, la cooperazione con gli Stati Uniti è una componente fondamentale della strategia dell'UE. Negli ultimi anni sono stati raggiunti accordi di cooperazione in settori quali finanziamento del terrorismo, trasporti e frontiere, assistenza giudiziaria reciproca o estradizione. Le autorità statunitensi collaborano sempre più strettamente con Europol ed Eurojust.

Un ulteriore aspetto della dimensione esterna della lotta al terrorismo riguarda la stretta collaborazione con altre organizzazioni internazionali e regionali (tra cui Nazioni Unite, Forum globale antiterrorismo, Consiglio d'Europa, OSCE, Lega degli Stati Arabi e Organizzazone per la Cooperazione Islamica) mirata a creare un consenso internazionale e a promuovere norme comuni per la lotta al terrorismo. 

LINK DI APPROFONDIMENTO:

http://ec.europa.eu/dgs/home-affairs/what-we-do/policies/crisis-and-terrorism/index_en.htm

http://ec.europa.eu/dgs/home-affairs/what-we-do/policies/police-cooperation/index_en.htm

http://www.europarl.europa.eu/news/en/top-stories/20151125TST04632/terrorism

http://ec.europa.eu/dgs/home-affairs/what-we-do/networks/radicalisation_awareness_network/index_en.htm

http://europa.eu/rapid/press-release_IP-16-3681_en.htm

 




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