IL CONSIGLIO DEI MINISTRI




La composizione

Il Consiglio dei Ministri, o Consiglio, è composto dai rappresentanti di tutti gli Stati membri a livello ministeriale. Il Consiglio è l’istituzione decisionale dell’Unione, pur condividendo la funzione legislativa e di bilancio con il Parlamento. 

È un organo a composizione variabile, poiché a seconda della materia trattata nella specifica sessione, gli Stati membri inviano il Ministro responsabile in patria di quel settore. Esso si riunisce in dieci formazioni diverse, standardizzate in seguito a una decisione del 2009: Affari generali; Affari esteri; Affari economici e finanziari; Giustizia e affari interni; Occupazione, salute e politica sociale; Competitività; Trasporti, telecomunicazioni ed energia; Agricoltura e pesca; Ambiente; Istruzione, cultura e sport. Nello specifico, il Consiglio “Affari generali” si occupa della continuità dei lavori dell’istituzione, assicura il collegamento con la Commissione e prepara le riunioni del Consiglio europeo. Il Consiglio “Affari esteri” si occupa di tradurre in iniziative concrete le decisioni e le strategie adottate dal Consiglio europeo.

Dal momento che il Consiglio è un organo di Stati, dove ognuno dispone sovranamente del proprio voto, di norma gli Stati danno uno specifico mandato al loro rappresentante, vincolando il suo parere al raggiungimento dell’interesse nazionale nella materia in discussione.

Nel perseguimento dei suoi obiettivi, il Consiglio si avvale di un Segretariato generale per le questioni burocratiche e amministrative, e di un Presidente. La Presidenza del Consiglio è decisa dal Consiglio europeo e si esercita a rotazione per un periodo di sei mesi per ciascuno Stato. Il paese che a turno presiede il Consiglio ha le funzioni di rappresentante dello stesso presso le altre Istituzioni. Inoltre è tenuto a convocare il Consiglio di propria iniziativa oppure su richiesta di un altro Stato membro o della Commissione. Infine, risponde alle interrogazioni parlamentari e cura le relazioni internazionali dell’Unione europea.

Le funzioni

I due principali compiti del Consiglio, il potere legislativo e finanziario, sono portati avanti assieme al Parlamento europeo. Oltre a queste funzioni, il Consiglio definisce le linee guida politiche economiche e sociali dell’Unione in cooperazione con gli Stati membri, dal momento che tali politiche rimangono di competenza statale. Inoltre, esso esercita funzioni esecutive in materia di politica estera, dovendo tradurre gli orientamenti adottati dal Consiglio europeo; coordina le azioni degli Stati membri e adotta misure nel settore della cooperazione di polizia e giudiziaria in materia penale; adotta atti di natura non vincolante come raccomandazioni e risoluzioni. Infine, conclude accordi internazionali per conto dell’Unione con Stati terzi o altri enti internazionali.

Normalmente le sue delibere avvengono a maggioranza qualificata, assegnando un voto ponderato a ogni Stato membro a seconda del suo peso demografico e politico all’interno dell’Unione (per esempio Germania, Francia, Italia e Regno Unito hanno 29 voti, Malta solo 3). Può anche darsi che si ricorra a votazioni all’unanimità, in materie come la politica estera o sociale, o a maggioranza semplice, come nelle questioni procedurali.

Il COREPER

Il Comitato dei rappresentanti permanenti degli Stati membri (COREPER) è costituito dalle rappresentanze diplomatiche presso l’UE. Esso è un organo ausiliare del Consiglio, responsabile della preparazione del lavoro di quest’ultimo e dell’esecuzione dei compiti delegati dallo stesso. In pratica è una struttura di collegamento che serve a compensare la variabilità delle composizioni del Consiglio per coordinare l’attività dei vari gruppi di lavoro, organizzare comitati specifici e predisporre l’ordine del giorno.

I rapporti con il Parlamento europeo

Come detto, il Consiglio è una delle istituzioni decisorie dell’Unione Europea, dato che condivide con il Parlamento la funzione di bilancio e quella legislativa, che pone le due istituzioni su di un piano di parità o meno a seconda che venga adottata la procedura legislativa ordinaria o quelle speciali. La prima è quella applicata nella maggior parte dei settori di intervento della comunità, tanto che è il metodo ordinario di approvazione degli atti. Con le seconde, il PE si limita ad approvare o meno una proposta legislativa, o a proporre emendamenti (non vincolanti) al Consiglio.

In ambito contabile, è prevista la partecipazione del Parlamento alla formazione del bilancio comunitario, che non può essere adottato senza l’accordo tra il Parlamento ed il Consiglio in merito al quadro finanziario dell’Unione e alle spese da iscrivere a bilancio. Per concludere, bisogna sottolineare come in questi due ambiti le prerogative del Consiglio fossero quasi assolute nei primi anni di vita delle istituzioni comunitarie, per poi essere progressivamente condivise con il PE, a testimonianza dell’evoluzione dell’Unione verso una forma di governo maggiormente partecipata e meno dominata dagli Stati.




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