LE LIBERTA′ FONDAMENTALI




La libera circolazione dei lavoratori

Quanto detto riguardo alla libertà di circolazione trova conferma e estensione del proprio ambito di applicazione nella circolazione dei lavoratori.

I Trattati delle Comunità europee del 1957 prevedevano la graduale soppressione di tutti gli ostacoli alla circolazione dei lavoratori; vietata era perciò la discriminazione in ambito lavorativo fondata sulla nazionalità. Si capisce quindi come questo fosse un diritto riservato agli individui in quanto lavoratori, non in quanto persone.

L’evoluzione del diritto comunitario, avvenuta tramite le sentenze della Corte e gli accordi tra gli Stati membri, ha modificato il contenuto di tale norma, spostando l’accento dai trasferimenti lavorativi a qualunque spostamento voglia compiere un cittadino europeo. Nel Trattato di Maastricht e nelle successive direttive delle Istituzioni europee, viene messo in rilievo come la cittadinanza dell’Unione sia lo status fondamentale dei cittadini degli Stati europei, motivo per il quale la qualifica di lavoratore non è altro che una sottocategoria del loro essere cittadini europei. I cittadini hanno perciò il diritto di viaggiare nei 27 paesi dell'UE e di stabilirsi in uno qualsiasi di essi, senza venire discriminati per questo. Allo stesso modo, caduto il requisito del lavoro, le norme europee in tema di libera circolazione si applicano anche ai familiari del cittadino che intende trasferirsi.

Essendo che il requisito richiesto è la cittadinanza europea, gli Stati membri devono solo imporre il possesso di un documento valido per ammettere un cittadino europeo nel loro territorio. Tuttavia, il diritto di soggiorno e circolazione incontra dei limiti anche nella legislazione comunitaria. E’ previsto che i cittadini europei, qualunque sia la loro qualifica, possano risiedere nel territorio di uno Stato dell’UE fino a tre mesi senza alcuna restrizione. Trascorso questo periodo di tempo, è necessario che il cittadino comunitario possa dimostrare di possedere risorse economiche sufficienti per poter vivere e un’assicurazione sanitaria perché il soggiorno possa protrarsi. Inoltre, è possibile acquisire la residenza permanente dopo un soggiorno di cinque anni senza interruzioni.

La libertà di circolazione e di soggiorno è garantita ai lavoratori subordinati che abbiano un regolare contratto di lavoro, con questo termine si intende persone che svolgano la propria mansione per conto di un’altra persona e sotto la sua direzione.

Sono tuttavia previste delle clausole di salvaguardia applicate dagli Stati, che consistono nel limitare il diritto di circolazione e soggiorno per motivi di ordine pubblico, pubblica sicurezza e salute pubblica.

Il diritto di stabilimento

Con questo termine s’intende il diritto garantito a ogni cittadino di svolgere la propria attività indipendente in modo continuativo all’interno di uno Stato membro senza restrizioni. Si differenzia dallo status di lavoratore subordinato data la sua indipendenza economica rispetto a quest’ultimo.

Il diritto di stabilimento può riguardare lo spostamento del centro principale dell’attività del cittadino europeo, ma anche la creazione di filiali, succursali e agenzie.

Il diritto di stabilimento fa in modo che la creazione di attività da parte di individui o imprese possa essere attuata senza barriere all’ingresso da parte di uno Stato membro. È anche prevista, come per i lavoratori subordinati, la regola del trattamento nazionale, vale a dire l’assimilazione dello straniero comunitario al cittadino nazionale. Sempre sulla stessa lunghezza d’onda sono vietate le discriminazioni dirette, quelle indirette, e anche quelle materiali. Con questo termine ci si riferisce a situazioni che equiparano cittadini nazionali e comunitari in situazioni in cui questi ultimi non possono soddisfare le stesse condizioni dei primi.

La prestazione di servizi

La prestazione di servizi riguarda un servizio retribuito a carattere indipendente, esercitato in maniera temporanea e occasionale, in ciò differenziandosi tanto dal lavoro subordinato quanto dal diritto di stabilimento.

Concretamente la prestazione dei servizi può avvenire in quattro modi. Vi può essere il trasferimento del prestatore del servizio nello Stato in cui eserciterà (come nel caso del professore chiamato a fare lezione in un ateneo straniero). Al contrario, può essere il destinatario a recarsi nello Stato dove ha sede il prestatore (il paziente che va a farsi curare all’estero). Può darsi il caso che sia solamente il servizio a spostarsi (come i servizi bancari, finanziari o postali). Infine, sia il prestatore che il destinatario possono esercitare in uno Stato differente dal proprio (come le guide che accompagnano turisti dello stesso Stato all’estero).

Come per le altre due libertà personali, anche per i servizi è tutelato l’esercizio delle prestazioni alle stesse condizioni imposte dallo Stato ospitante ai propri cittadini. Sono vietate le discriminazioni dirette, quelle indirette e quelle materiali.

Anche in questo caso possono essere introdotte delle limitazioni alla libera prestazione dei servizi per motivi di ordine pubblico, salute pubblica, ma anche tutela dei consumatori, protezione dei lavoratori, lotta contro la criminalità e la frode.




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