ALCIDE DE GASPERI




Uomo politico e statista italiano (1881-1954)

Consigliere comunale a Trento e membro del Parlamento austriaco, poi deputato alla Camera, nel 1924 divenne segretario del Partito Popolare Italiano. Avversario della dittatura, prima scontò sedici mesi di carcere, poi, dal 1929, si rifugiò in Vaticano, impiegato come bibliotecario.

Rappresentante della Democrazia Cristiana all’interno del Comitato di Liberazione Nazionale, divenne ministro degli esteri nei gabinetti Bonomi e Parri. Nel Dicembre 1945 divenne presidente del Consiglio e protagonista della vita politica italiana fino al 1953. Fu artefice della firma del trattato di pace (1947), della svolta moderata, dei governi italiani tra il 1947 e il 1948. A lui si deve il merito di aver inserito l’Italia nel sistema delle alleanze occidentali (Consiglio d’Europa, Patto Atlantico, CECA), nonostante le correnti neutraliste che attraversavano il paese in quel periodo.

Fautore dell’integrazione europea, anche grazie alla presenza sulla scena europea in quegli anni di altri statisti di orientamento cattolico, come Adenauer e Schuman, fu uno dei padri fondatori del processo di integrazione europea, e fece dell’Italia uno dei membri fondatori della CECA. De Gasperi Propose il famoso articolo 38 della CED, mirante a creare un’unione politica europea accanto alle sue componenti economica e militare. Dopo la creazione della CECA, ne divenne il primo presidente dell’Assemblea (1953).

Non essendo andato a buon fine il suo tentativo di rafforzare il proprio esecutivo attraverso una nuova legge elettorale, De Gasperi lasciò la presidenza del consiglio nel 1953, pronunciando il suo ultimo discorso, considerato come il suo testamento politico, al Congresso della Democrazia Cristiana del 1954.




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