COOPERAZIONE RAFFORZATA




Per la prima volta istituzionalizzata con il Trattato di Amsterdam, la cooperazione rafforzata mira ad istituire forme avanzate di cooperazione tra più Stati che intendano perseguire determinate politiche comuni nel quadro dell’Unione europea.

Disciplinata nuovamente dal Trattato di Lisbona, gli articoli concernenti la cooperazione rafforzata si trovano oggi sia nel Trattato dell’Unione Europea che nel Trattato sul Funzionamento dell’Unione Europea.

In questi documenti è scritto che tale procedura, per essere attivata, deve essere proposta da almeno nove stati membri, e deve essere decisa dal Consiglio all’unanimità, dopo che la Commissione ne abbia presentato la domanda prevenuta dagli stati. Nel caso non lo faccia, la Commissione è tenuta ad informare gli stati membri delle motivazioni della propria decisione.

I vincoli della cooperazione rafforzata sono che essa deve riguardare solamente materie non di competenza esclusiva delle istituzioni comunitarie; non può recare pregiudizio al mercato interno, né minacciare la coesione dell’Unione; non può provocare discriminazioni o distorsioni negli scambi tra i Paesi.

Nell’ambito della politica estera e di sicurezza è prevista l’istituzione della Cooperazione Strutturata Permanente come forma di cooperazione rafforzata. Le modalità di decisione sono simili a quelle descritte sopra, con la differenza che la richiesta viene presentata dall’Alto Rappresentante per gli Affari Esteri, mentre la Commissione dà solo un parere sulla coerenza di questa azione con le altre politiche dell’Unione.




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