LA CEDU




La Convenzione Europea dei Diritti dell’Uomo fu stipulata nel 1950 dal Consiglio d’Europa e successivamente integrata da 14 Protocolli che ne hanno innovato il contenuto e la portata. Essa conferisce sia agli stati che agli individui un diritto di ricorso davanti ad un’istanza internazionale appositamente creata dalla Convenzione: la Corte europea dei diritti dell’ Uomo. Questa garantisce tutti i diritti civili, politici e sociali, a volte interpretandoli in maniera estensiva ed innovatrice.

La trattazione di ogni caso ad essa sottoposto viene affrontato, in prima battuta, da un giudice apposito, che valuta la ricevibilità del ricorso, vale a dire la sua fondatezza o meno. Quindi la controversia viene esaminata da differenti collegi giudicanti: Nel caso in cui la materia fosse già stata oggetto di una giurisprudenza approfondita da parte della Corte, se ne occuperà un collegio di tre giudici; in caso contrario, se ne occuperà una camera di sette giudici. Vi è inoltre un collegio formato da diciassette giudici, la Grande Camera, che può essere convocata o dalla camera, nel caso in cui quest’ultima ne reputi necessario l’intervento data la rilevanza della materia in esame, oppure dalle parti, entro tre mesi dalla pronuncia della sentenza.

L’esecuzione delle sentenze, che sono vincolanti per gli stati membri, è curata dal Comitato dei ministri del Consiglio d’Europa. Quest’ultimo, purtroppo, non ha alcun potere sanzionatorio nel caso uno stato decida di non ottemperare alle sentenze della Corte.




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