LE MODIFICHE DEL 2007: IL TRATTATO DI LISBONA




Dopo il fallimento del progetto di Costituzione europea, approvato a Roma il 20 ottobre 2004, ma mai entrato in vigore a causa dell’esito negativo dei referendum in Francia e Paesi bassi, il progetto di riforma dei trattati non è stato abbandonato.

Anziché procedere lungo il binario dell’approvazione di una “carta costituzionale”, si è proceduto alla convocazione di una conferenza intergovernamentale, la quale si sarebbe limitata alla produzione di un Trattato, nel solco dell’esperienza europea precedente.

È stato così firmato, il 13 dicembre 2007, il Trattato di Lisbona, che, entrato in vigore nel 2009, rappresenta un ulteriore passo nel processo d’integrazione europea. Esso modifica l’assetto istituzionale precedente, poiché l’Unione Europea diviene l’unico soggetto giuridico, assorbendo la Comunità Europea e sostituendo il termine Comunità con quello di Unione.

I trattati vengono ridotti a due: il Trattato sull’Unione europea (TUE) e il Trattato sul Funzionamento dell’Unione Europea (TFUE). Il primo contiene disposizioni relative ai valori su cui si fonda l’Unione, agli obiettivi, alle Istituzioni, alla cooperazione rafforzata e alla Politica Estera e di Sicurezza Comune (PESC). Si tratta del Trattato di Maastricht emendato dal Trattato di Amsterdam, dal Trattato di Nizza e, infine, dal Trattato di Lisbona. Il secondo include tutte le competenze affidate all’Unione, nonché il suo campo di azione.

Con il Trattato di Lisbona, diviene vincolante per gli Stati membri la Carta europea dei diritti fondamentali e le viene assegnato lo stesso valore dei Trattati. È anche prevista la futura adesione dell’Unione alla Convenzione europea per la salvaguardia dei diritti dell’uomo (CEDU).

Anche all’interno del TFUE sono inserite numerose novità: il vecchio terzo pilastro entra sostanzialmente nel campo di azione comunitario.

Sono aggiunti nuovi obiettivi tra quelli perseguiti dall’Unione: la pace, la piena occupazione, lo sviluppo sostenibile, la solidarietà, la coesione.

È anche previsto il cosiddetto diritto di iniziativa dei cittadini europei, ossia vi è la possibilità per almeno un milione di cittadini europei, provenienti da un numero significativo di Stati membri, di invitare la Commissione europea a presentare una proposta di atto giuridico ritenuta necessaria ai fini dell'applicazione dei Trattati de l'UE. 

A livello istituzionale, vengono introdotti il Presidente del Consiglio Europeo e l’Alto rappresentante dell’Unione per gli Affari Esteri. Il Presidente, il cui mandato è della durata di due anni e mezzo (rinnovabile una sola volta), è eletto direttamente dal Consiglio europeo e lo rappresenta nelle sue relazioni esterne. L'Alto rappresentante, invece, è uno dei vicepresidenti della Commissione e sostituisce il preesistente Commissario per le relazioni esterne. L'Alto rappresentante dispone inoltre di un servizio diplomatico europeo (Servizio Europeo per l’Azione Esterna), formato da rappresentanti inviati dai vari Paesi membri e funzionari dell’Unione.

Con il Trattato di Lisbona, il Parlamento vede accresciuta la propria influenza grazie all’estensione delle materie sottoposte alla procedura di codecisione - ora chiamata procedura legislativa ordinaria - e all'accresciuto ruolo nel procedimento di approvazione del bilancio pluriennale e nella nomina del Presidente della Commissione.




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