LA COMMISSIONE EUROPEA




La composizione

La Commissione europea è, diversamente dal Consiglio, composta da funzionari appartenenti ai vari paesi membri, ma che agiscono per conto e nell’interesse dell’Unione. Essi non sono soggetti a nessun vincolo di mandato o a pressioni di alcun genere in relazione della loro nazionalità. L’indipendenza della Commissione è tutelata da norme specifiche cui devono sottostare i commissari stessi e anche gli Stati membri. La Commissione è composta da un rappresentante per Stato membro. Attualmente, il commissario italiano è Federica Mogherini, che riveste il ruolo di Alto Rappresentante dell’Unione per gli affari esteri e per la politica di sicurezza, oltre che Vice-Presidente della Commissione.

Il mandato della Commissione è di cinque anni, modellato sulla durata della legislazione del Parlamento europeo.Data la vastità delle competenze, la Commissione ha un Presidente e otto Vicepresidenti, tra cui figura l’Alto Rappresentante per gli affari esteri dell’Unione. La nomina del Presidente e della sua squadra avviene in più fasi. Una prima vede la scelta, da parte del Consiglio europeo a maggioranza qualificata, del candidato per la presidenza della Commissione. Questo deve poi ricevere l’approvazione della maggioranza dei suoi membri. Quindi, Presidente e Consiglio europeo stilano, di comune accordo, un elenco dei possibili commissari, sulla base delle indicazioni fornite dagli Stati membri. Infine, la Commissione nel suo insieme viene sottoposta ad un voto di approvazione da parte del PE, a seguito del quale viene formalmente nominata dal Consiglio europeo a maggioranza qualificata. Questa complicata procedura intende creare una sorta di vincolo fiduciario tra il Parlamento e la Commissione, senza togliere un ruolo di primo piano agli Stati parte dell’Unione.

Le funzioni

Definita impropriamente come il potere esecutivo della Comunità, la Commissione europea ha in realtà molteplici funzioni. Partecipa al processo di formazione delle norme europee e ne controlla l’esecuzione; monitora l’applicazione dei Trattati e del diritto comunitario, dà esecuzione al bilancio e ne gestisce i programmi; rappresenta l’Unione nelle sue relazioni esterne e, infine, detiene un potere decisionale autonomo in alcune materie quali la concorrenza, gli aiuti di stato e le imprese pubbliche.

In sintesi, ha poteri di iniziativa legislativa, controllo, esecuzione e rappresentanza. Per quanto attiene al primo aspetto, la Commissione ha un quasi esclusivo potere di proporre atti legislativi che saranno poi adottati da parte del Consiglio o del Parlamento e che diverranno vincolanti.

Secondariamente, la Commissione vigila sull’osservanza degli obblighi comunitari da parte degli Stati membri. Per questo scopo è stato approntato un meccanismo di messa in mora dello Stato inadempiente nel caso vengano riscontrate infrazioni. Se l’inadempimento continua, questa procedura conduce al ricorso dinanzi la Corte di giustizia. La Commissione può anche intervenire in maniera diretta a mezzo di provvedimenti vincolanti o meno, quando sia previsto dai Trattati, come nel caso delle regole per la concorrenza nel mercato unico.

Sotto il profilo dell’esecuzione, la Commissione emana tali atti quando siano necessarie condizioni uniformi di applicazione delle norme europee in settori quali l’agricoltura, la pesca o la concorrenza. L’esercizio di tali competenze è sottoposto al controllo degli Stati membri tramite l’istituzione, da parte del Consiglio, di appositi comitati. È prevista la formazione di comitati consultivi, di gestione e di controllo, formati da esperti degli Stati e rappresentanti della Commissione. Prima dell’adozione di atti esecutivi, la Commissione deve tenere in considerazione il parere di questi comitati speciali.

Altre funzioni esecutive sono poi quelle di esecuzione del bilancio e dei relativi programmi, poiché è la Commissione a ricevere le entrate e a effettuare le spese.

Infine, tramite l’Alto Rappresentante, la Commissione rappresenta l’Unione in maniera quasi esclusiva. Questa, infatti, negozia gli accordi internazionali per conto dell’UE e ne cura le relazioni internazionali con organizzazioni internazionali e altri Stati. La Commissione cura i collegamenti con le Nazioni Unite (dove c’è un ufficio permanente dell’Unione europea), con l’OSCE, l’organizzazione per la sicurezza nel continente europeo, il Consiglio europeo, e l’OCDE, l’organismo per la cooperazione economica europea.

Come tradizione, le delibere della Commissione sono approvate a maggioranza, anche se non viene mai indicata la distribuzione dei voti a favore o contrari, per sottolineare la collegialità delle decisioni prese.

Il Presidente della Commissione Europea

Questa carica presiede la Commissione, assegna i portafogli ai Commissari e ne guida l'azione, poiché essi vengono scelti da lui e agiscono sotto la sua autorità. Le sue funzioni comprendono la definizione degli orientamenti di base dell’azione della Commissione, l'organizzazione interna della stessa per assicurarne la massima efficienza e incisività. La nomina dei Vicepresidenti della Commissione. Inoltre, può chiedere le dimissioni di un Commissario e quest’ultimo è obbligato a rassegnarle.

Come è stato detto sopra, la personalità aspirante alla carica di presidente è proposta dal Consiglio,ma deve passare l’approvazione parlamentare, per cui è importante scegliere un personalità gradita all’assemblea.

Attualmente il Presidente della Commissione è Jean-Claude Juncker, il cui secondo mandato durerà fino al 2019. Personalità italiane ad aver ricoperto questo ruolo sono state Franco Maria Malfatti (1970-1972) e Romano Prodi (1999-2004).

L’Alto Rappresentante dell’Unione per gli affari esteri e per la politica di sicurezza

Figura introdotta dal Trattato di Lisbona, come fusione dei due preesistenti ruoli di Alto Rappresentante per la politica estera e Commissario delle relazioni esterne, l’Alto Rappresentante, che è anche uno dei Vicepresidenti della Commissione, agisce come guida e rappresentante dell’Unione nelle relazioni esterne. I suoi compiti sono contribuire allo sviluppo della PESC, assicurare l’attuazione delle decisioni del Consiglio europeo e del Consiglio, condurre il dialogo con paesi terzi e gli altri organismi internazionali. Tutto ciò è messo in atto senza precludere agli Stati membri la possibilità di condurre una propria politica estera parallela a quella dell’UE.

Nell’esecuzione dei suoi compiti, l’Alto Rappresentante si avvale delle funzioni svolte dal Servizio Europeo per l’Azione Esterna (SEAE), composto sia da rappresentanti diplomatici inviati dagli Stati membri, sia da funzionari provenienti da alcune direzioni generali della Commissione. Attuale Alto Rappresentante è l'italiana Federica Mogherini. 

I rapporti con il Parlamento europeo

Il PE è l’organo davanti al quale il Presidente della Commissione europea deve presentarsi in prima battuta per vedersi confermato il proprio incarico. Quest’ultimo e la sua squadra di governo sono poi riesaminati collettivamente prima di essere approvati come componenti della Commissione europea. Con questo doppio vaglio si vuole creare una sorta di rapporto fiduciario con l’assemblea e garantire che gli atti della Commissione rispecchino i rapporti di forza all’interno del PE. In seguito, il Parlamento viene consultato in merito ad ogni rimpasto della Commissione, soprattutto per quanto riguarda le dimissioni e la sostituzione di un membro della Commissione.

Inoltre, Il PE può approvare una mozione di censura nei confronti della Commissione, che provenga da almeno i due terzi dei voti espressi e la maggioranza dei membri. In questo caso, i Commissari devono abbandonare collettivamente le loro funzioni.

In più, il Parlamento (e il Consiglio) vengono costantemente informati dei lavori dei comitati che affiancano la Commissione. Possono anche indicare a quest’ultima che un atto da adottare va al di fuori delle sue competenze. Allora, la Commissione riesamina il progetto e spiega come intende procedere.

Vi è anche un dialogo continuo tra le due Istituzioni, basato sulle interrogazioni fatte dal Parlamento ai vari Commissari e sull’organizzazione di riunioni regolari tra i rappresentanti di entrambe. In base a questo accordo, il Parlamento e la Commissione si impegnano anche ad esaminare con attenzione qualsiasi richiesta presentata da una o dall’altra istituzione. Inoltre, la Commissione si impegna a garantire all’assemblea l’accesso alle sue riunioni e ai suoi documenti nell’ambito delle procedure legislative e di bilancio. La Commissione si è inoltre impegnata a informare il Parlamento sul seguito concreto dato a qualsiasi richiesta d'iniziativa legislativa, in un tempo massimo di tre mesi. Infine, l'accordo tra le due istituzioni prevede l'impegno della Commissione a rafforzare la sua collaborazione con l’assemblea nei negoziati internazionali. Questa, in futuro, riceverà informazioni complete durante tutte le fasi dei negoziati. Inoltre, in occasione delle conferenze internazionali, la Commissione agevolerà la concessione dello status di osservatore al Presidente della delegazione del Parlamento.




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