PROTEZIONE DEI DIRITTI FONDAMENTALI: L'UE E LA CEDU - Incompatibilita' di adesione secondo il parere della Corte di Giustizia




La Convenzione europea per la salvaguardia dei diritti dell’uomo e delle libertà fondamentali (CEDU) è un accordo internazionale multilaterale concluso in seno al Consiglio d’Europa.

La CEDU è entrata in vigore il 3 settembre 1953. Tutti i membri del Consiglio d’Europa sono Parti contraenti di tale Convenzione.

Già in un suo parere del 1996, la Corte di giustizia aveva affermato che, allo stato del diritto comunitario vigente all’epoca, la Comunità europea non presentava i requisiti necessari per aderire alla CEDU.

Oltre a riconoscere valore giuridico vincolante alla Carta dei diritti fondamentali dell'Unione europea, il Trattato di Lisbona ha altresì modificato l’articolo 6 del Trattato UE, il quale ora prevede, da un lato, che i diritti fondamentali, quali garantiti dalla CEDU e risultanti dalle tradizioni costituzionali comuni agli Stati membri, fanno parte del diritto dell’Unione in quanto principi generali e, dall’altro, che l’Unione aderisce alla CEDU. Tuttavia, a quest’ultimo proposito, il Protocollo n. 8 relativo all'articolo 6(2) del TUE dispone che l’accordo di adesione deve soddisfare talune condizioni volte in particolare a garantire che siano preservate le caratteristiche specifiche dell’Unione e del diritto dell’Unione e che l’adesione dell’Unione non incida né sulle sue competenze né sulle attribuzioni delle sue istituzioni.

A seguito di una raccomandazione della Commissione, il Consiglio ha adottato, il 4 giugno 2010, una decisione che autorizza l’avvio dei negoziati relativi a un accordo di adesione. La Commissione è stata designata quale negoziatore.

Il 5 aprile 2013 i negoziati si sono concretizzati in un accordo sui progetti di strumenti d’adesione. In tale contesto la Commissione si è rivolta, in data 4 luglio 2013, alla Corte di giustizia per ottenere il suo parere in merito alla compatibilità del progetto di accordo con il diritto dell’Unione, conformemente all’articolo 218, paragrafo 11, TFUE 5.

Nel suo parere del 18 dicembre 2014, la Corte, dopo aver ricordato che il problema della mancanza di una base giuridica per l’adesione dell’Unione alla CEDU è stato risolto dal Trattato di Lisbona, ha comunque datp un responso negativo, in quanto il progetto di accordo sull’adesione dell’Unione europea alla CEDU non è compatibile con le disposizioni del diritto dell’Unione. Ciò per diversi motivi: esemplificando si può menzionare il coordinamento tra i meccanismi di controllo della CEDU e quelli già previsti dalla Carta dei diritti fondamentali dell’Unione europea, ed anche la sovrapposizione delle competenze in materia di politica estera e di sicurezza comune (PESC).

Questo parere nettamente negativo ha per il momento bloccato il processo di adesione e sembra, infatti, quasi impossibile superare i requisiti di compatibilità formulati dalla Corte, rinviando a data da destinarsi l'adesione dell'UE alla CEDU.

È possibile trovare i documenti della Corte di giustizia al riguardo ai seguenti link:

http://curia.europa.eu/juris/celex.jsf?celex=62013CV0002&lang1=it&type=TXT&ancre=

http://curia.europa.eu/jcms/upload/docs/application/pdf/2014-12/cp140180it.pdf




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