#LavorareinUE: fra europarlamentari e giuristi

13-04-2017



Youth for Europe ha raccolto diverse testimonianze di giovani italiani/e che hanno mosso i primi passi nelle istituzioni europee: profili ed esperienze differenti, ma accomunati da una forte passione e voglia di partecipare alla costruzione europea. 

Testimonianza #2 - Roberta Brumana, Blue Book Trainee presso il Segretariato del Parlamento europeo  

"A marzo dello scorso anno, verso la fine del mio master in EU Politics a LSE, mi sono candidata, quasi per scherzo, per il tirocinio Schumann presso il Segretariato generale del Parlamento europeo. Considerati i miei studi, Bruxelles era una tappa obbligatoria per la mia carriera ma, visti l'altissima competizione e numero di candidature, ritenevo molto bassa la possibilità di essere selezionata al primo tentativo. Invece, a luglio ecco comparire nella mia casella di posta elettronica un messaggio che mi annunciava di essere stata selezionata per il Segretariato della Commissione giuridica. 

A ottobre la mia avventura è iniziata. Dal primo giorno sono stata inserita nell'attività lavorativa della mia unità dove mi occupavo, in particolare, di casi di immunità degli europarlamentari e dei dossier relativi alla disciplina europea sulla robotica e intelligenza artificiale, sulla portabilità transfrontaliera dei contenuti digitali e sulla riforma del Copyright.

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Catapultata dalla tanto odiata quanto sicura biblioteca dell'università in un ufficio del caotico bâtiment Altiero Spinelli, le difficoltà non sono mancate. Durante i primi tempi, la confusione ha regnato sovrana: tutti utilizzavano strani acronimi che non comprendevo e si muovevano con un'invidiabile nonchalance nel labirinto dei palazzi del Parlamento europeo. 

Nel giro di poco, ho però capito che solo l'entusiasmo e la voglia di mettersi in gioco mi avrebbero permesso di superare la confusione e le insicurezze iniziali. Così è infatti stato e ho potuto godermi al 110% quei folli cinque mesi nella EU bubble. Cinque mesi che mi hanno permesso non solo di acquisire nuove competenze e una solida conoscenza delle dinamiche e politiche europee, ma anche - grazie alla fiducia datami dai miei supervisor -  di conoscermi per la prima volta come “lavoratrice” e acquisire sicurezza in quello che sono e quello che posso offrire in tale veste."

 




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